“I nostri sommelier degustano…”

È iniziata la Fase 2 di questa strana emergenza che ci ha visti tutti coinvolti, ma considerando che sono ancora attive diverse restrizioni, i ristoranti sono chiusi ed è ancora necessario il distanziamento sociale, almeno per un po’, continueremo a bere i nostri vini a casa nostra, con la possibilità di degustarli insieme ai nostri congiunti: piccole soddisfazioni.

Tante le degustazioni che abbiamo fatto in questo periodo di lockdown e che faremo anche durante questa fase; proprio per questo la nostra delegazione ha pensato di chiedere a tutti gli amici sommelier e wine lovers di raccontarci cosa hanno bevuto durante questa quarantena, per riuscire comunque a creare un momento di condivisione, seppur virtuale, che può suscitare curiosità, interesse, confronto e perché no, nuove proposte.  Sappiamo essere uno strumento surrogato di quelli che sono i nostri eventi e le nostre solite manifestazioni, ma oggi più che mai occorre fare di necessità virtù, e sfruttare comunque i benefici della rete per sentirci un po’ più vicini.

Ad accettare per primo il nostro invito, condividendo con noi e tutti voi la sua degustazione, è stato Martino Gaziano, sommelier della delegazione di Agrigento che ha degustato un Barbera, nello specifico il Cipressi 2016 di Michele Chiarlo, Barbera Nizza DOC.

Michele Chiarlo è uno storico produttore piemontese, che fin dagli anni 50 si è dedicato alla produzione di grandi vini con una filosofia molto semplice: fare vino solo da grandi Cru; ad oggi l’azienda ne conta sei: due Baroli, due Barbareschi, un Nizza ed un Gavi.

“La bottiglia di cui vi parlo– dice il nostro Martino – è il Nizza che sono i vigneti accanto al loro Cru La Court, dedicata alla Barbera, ne fui attratto sia dai punteggi ricevuti ma anche dal prezzo contenuto, così l’anno scorso ne acquistai tre bottiglie.Della prima non ho un buon ricordo, aveva leggeri sentori di riduzione e stranamente in fase calante, ma questa seconda bottiglia invece è in perfetta forma: si muove sinuosamente con leggerissime sfumature granate e la bassa resa accentua la concentrazione.”

“Al naso vengono esaltati i profumi dei frutti di bosco e spezie dolci, quest’ultime – ci racconta Martino –forse troppo accentuate, accompagnate dai sentori di liquirizia e cacao. Ha una freschezza vibrante che lascia spazio ad una ottima sapidità e, peccato, ad un tannino leggermente irruento, ecco se di difetti possiamo parlare, vanno attribuiti alle eccessive note speziate, un po’ ruffiane per i miei gusti, ed al suo tannino un po’ acerbo. La persistenza è discreta ed il vino invita – conclude Martino Graziano – all’ ennesimo piacevole sorso.”

Una degustazione con tratti chiaroscuri per un vino che possibilmente potrebbe ancora necessitare di qualche anno per esprimere il suo totale potenziale, ma che di certo già adesso presenta dei connotati specifici che lo denotano e lo caratterizzano; un’esperienza da cui possono nascere osservazioni, riflessioni e quindi innescare quel meccanismo di condivisione durante questa strana fase della nostra vita.

Angela Amoroso

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